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Thomas Jefferson, Una Breve Biografia (Italiano)

(Nato il 13 Aprile, 1743 a Shadwell, Virginia; Morto il 4 luglio, 1826 a Monticello)

Ritratto in miniatura di Jefferson (1788) di John TrumbullThomas Jefferson – autore della Dichiarazione d’Indipendenza e dello Statuto per la Libertà Religiosa in Virginia, terzo presidente degli Stati Uniti e fondatore dell’Università della Virginia – dette voce più di ogni altro suo contemporaneo alle aspirazioni di una nuova America. Nelle sue vesti di pubblico ufficiale, storico, filosofo e proprietario di una piantagione, servì il suo paese per oltre cinque decenni.

Suo padre Peter Jefferson era un coltivatore e agrimensore di successo, e sua madre Jane Randolph proveniva da una delle più illustri famiglie della Virginia. Avendo ereditato una notevole proprietà terriera da suo padre, Jefferson cominciò a costruire Monticello quando aveva ventisei anni. Tre anni dopo si sposò con Martha Wayles Skelton, con cui visse felicemente per dieci anni fino alla morte di lei. Il loro matrimonio produsse sei figli, ma solo due di essi giunsero l’età adulta. Jefferson non risposò mai e fece di Monticello la sua casa per tutta la vita, espandendola e modificandola nel tempo.

West Front di MonticelloJefferson ereditò degli schiavi sia da suo padre che da suo suocero. Di norma, in un anno ne possedeva circa 200, la metà dei quali aveva meno di sedici anni. Circa ottanta di loro vivevano a Monticello; gli altri vivevano in altre piantagioni vicine nella contea di Albemarle, e a Poplar Forest, la sua proprietà nella contea di Bedford, anch’essa in Virginia. Jefferson liberò due schiavi durante la sua vita. Ne liberò altri cinque nel suo testamento e decise di non perseguire altri due schiavi che fuggirono. Tutti questi appartenevano alla famiglia Hemings ed i sette che liberò erano abili artigiani.

Dopo aver frequentato il College di William and Mary, nella prima parte della sua carriera, Jefferson esercitò la professione forense e fu magistrato nel governo locale, rappresentante della contea, e membro della House of Burgesses (il parlamento della Virginia coloniale). Come delegato al Congresso Continentale, nel 1776 fu scelto per stilare la Dichiarazione d’Indipendenza, che da allora è considerata il manifesto delle libertà americane ed universali. Il documento proclama che tutti gli uomini hanno gli stessi diritti, a prescindere dalla loro nascita, dalla loro ricchezza o stato, e che il governo è al servizio, e non al comando, della popolazione.

Bozza della Dichiarazione d’IndipendenzaDopo aver lasciato il Congresso nel 1776, ritornò in Virginia e servì nell’assemblea legislativa. Tra il 1779 ed il 1781, mentre era governatore, fu sottoposto a un’inchiesta riguardo la sua condotta durante il suo ultimo anno in carica. Nonostante che infine l’inchiesta fosse completamente invalidata, l’esperienza lo rese suscettibile verso le critiche per tutta la vita.

Durante il breve intervallo privato nella sua vita dopo il governatorato Jefferson scrisse le Note sullo Stato della Virginia. Nel 1784 riassunse un ruolo di servizio pubblico in Francia, prima come commissario per il commercio e poi come ministro, successore di Benjamin Franklin. In questo periodo studiò avidamente la cultura europea, e spedì a Monticello, libri, semi e piante, statue e disegni architettonici, strumenti scientifici e altro materiale informativo.

Nel 1790 accettò la posizione di segretario di stato al servizio del suo amico George Washington. Il suo mandato fu segnato dalla sua opposizione alle politiche pro-inglesi di Alexander Hamilton. Nel 1796, come candidato presidenziale dei Democratici Repubblicani, divenne vice presidente dopo essere stato sconfitto per soli tre voti da John Adams.

Thomas Jefferson, di Thomas Sully

Quattro anni dopo, sconfisse Adams e divenne presidente, in quello che fu il primo trasferimento pacifico di autorità da un partito all’altro nella storia della giovane nazione. Forse i risultati più notevoli del suo primo periodo come presidente furono l’acquisto del Territorio della Lousiana, nel 1803, ed il suo appoggio alla spedizione di Lewis e Clark. La seconda parte del suo mandato fu un tempo in cui egli affrontò più difficoltà sia sul fronte domestico che estero, e fu marcata dai suoi sforzi per mantenere la neutralità durante il conflitto tra la Francia e l’Inghilterra. Questi sforzi non evitarono la guerra con l’Inghilterra nel 1812.

A Jefferson seguì nel 1809 come presidente il suo amico James Madison e, durante gli ultimi diciassette anni della sua vita, egli rimase a Monticello. In questo periodo, vendette la sua collezione di libri al governo, formando così il nucleo della Biblioteca del Congresso. Jefferson intraprese il suo ultimo, grande ruolo di servizio pubblico all’età di settantasei anni, cioè la fondazione dell’Università della Virginia. Iniziò la campagna legislativa per il suo statuto, ne stabilì l’ubicazione a Charlottesville, ne progettò gli edifici, stilò i corsi di studio, e funse dal suo primo rettore.

Jefferson morì a Monticello il 4 luglio 1826, solo poche ore prima del suo intimo amico John Adams, nel cinquantesimo anniversario dell’adozione della Dichiarazione d’Indipendenza. Aveva ottantatrè anni, con debiti sostanziosi ma secondo le testimonianze rimase molto ottimista.

Fu il suo desiderio che la sua lapide riflettesse le cose che egli aveva dato alla gente, non le cose che la gente aveva dato a lui. È per questa ragione che nell’epitaffio di Thomas Jefferson si legge:

Lapide di Jefferson a Monticello

QUI FU SEPPELLITO
THOMAS JEFFERSON
AUTORE DELLA
DICHIARAZIONE
D’INDIPENDENZA AMERICANA
E DELLO
STATUTO DELLA VIRGINIA
PER
LA LIBERTÀ RELIGIOSA
E PADRE 
DEL‘UNIVERSITÀ DELLA VIRGINIA
NATO IL 2 APRILE, 1743 O.S.
MORTO IL 4 LUGLIO, 1826

 

 

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